Emanuela Franchin propone un soggetto pittorico che si ispira ai fiori, in particolare ai tulipani, ma succesivamente si modifica in una precisa analisi delle forme pure nello spazio con variabili metafisiche. I bulbi giganti sono presenze enigmatiche che spiccano per il denso cromatismo.

 

da “IL GIORNALE”, febbraio 2009

G.Niero

Emanuela Franchin dona le sfaccettature cromatiche della natura.

 

da “IL SECOLO D'ITALIA”, febbraio 2009

Orfango Campigli

S'immerge nella natura e attraverso i suoi fiori raggiunge il primo respiro dell'esistenza per diradare, interrogandosi, il mistero della vita.

 

da “LIBERO ”, febbraio 2009

F.Valma

L'occhio registra delle grandi campiture bianche appena toccate, qua e la, da microscopiche timbricità cromatiche, si rende conto che sta osservando vistosi dettagli di bellissimi fiori, ma ciò che trasmette all'animo è qualcosa di diverso: è la sensazione di essersi inoltrato in un mondo di pura astrazione pittorica, condensazione di emozioni che parlano di bellezza etica, di sogni apollinei di una natura incontaminata, di una speranza che oggi aleggia su tutti noi, ma di cui nessuno sembra farsi carico di realizzazione. Allora ci si dirà, l'Arte è pura UTOPIA ?

Non abbiamo una risposta, possiamo solo, sentimentalmente, aggrapparci a quella speranza, così come si aggrappa l'Artista nel comporre queste sue opere, apparentemente semplici, ma, crediamo, dense di una suggestione animistica che travalica il semplice amore per la natura per farci complici di un afflato poetico che appartiene solamente ai puri di cuore che, con la natura, vivono in simbiosi.

 

da “LA NUOVA VENEZIA”, febbraio 2009

G. Pilla

Fiori che, indagati da vicino, si allontanano dal semplice riferimento alla natura ed invitano ad una riflessione sull'essenza delle forme delineate da un disegno che a volte si fa delicato, quasi sommerso dal colore, a volte è più incisivo.

 

Da “ART JOURNAL”, febbraio 2009

Giorgia Gemo

La forza espressiva di Emanuela Franchin rivela la predisposizione alla scelta del colore che esalta la natura posta in primo piano. Il rosso papavero creato con un effetto di colore e materia così reale da farci sentire la palpabile presenza del fiore stesso.

L’esaltazione poetica del particolare ci mostra l’osservazione che l’artista fa della natura esaltandone le forme, il colore, attirando la nostra attenzione su ciò che spesso vediamo ma di cui non ci accorgiamo.

Le sue opere ci inducono a riflettere sui valori più semplici e puri della vita e del creato, attraverso una direttrice espressiva che conduce ad una rappresentazione convincente di segno e colore.

 

Sabina Fattibene

Roma “Il Trittico”, Dicembre 2008

Eleganti ed essenziali nella loro bellezza, i grandi fiori di Emanuela Franchin ci attraggono per l’intrinseca perfezione formale. La delicata stesura dei fondi accoglie i profili raccolti di alcuni tulipani oppure le striature dei vivaci papaveri californiani; tutto si muove attorno a un concetto ben preciso, soggetti floreali come straordinari testimoni dell’armonia nella natura. Il disegno ne evoca l’essenza, il colore diventa il tramite per una pacata effusione del sentimento.

 

Gabriella Niero

Vigonovo, Maggio 2008

"Nelle creazioni artistiche di Emanuela Franchin a prevalere sono i fiori. In maniera quasi prepotente, sia per le notevoli dimensioni sia per l’accentuazione dei colori. Cromie stese generalmente, del pari del resto dei tratti disegnativi, con vigore, con una irruenza che nasce dal di dentro della pittrice, sulla spinta di un viscerale amore avvertito fin dagli anni della prima adolescenza e coltivato quindi con sempre ulteriore trasporto e passione. Sono per lo più papaveri, dai toni scarlatti, girasoli, dispiegati con i loro aurei petali alla luce, esili “anthurium”, dai riflessi di madreperla e ninfee, a volte di un bianco purissimo, immacolato e altre volte invece colorate di tenue giallo. Fiori tutti di taglio tradizionale, classico, effettuati sul modello di una realtà che l’artista fa propria con diligenza e rispetto, con trasporto e ammirazione. Sì, con tutto il proprio essere, scorgendo in questi organismi la continuità della vita, il perpetuo divenire d’ogni realtà fisica esistente..."

 

Paolo Tieto

 Piove di Sacco, Aprile 2005

Emanuela Franchin dà vita ad una vera e propria galleria di fiori la cui visione ravvicinata ed ingrandita ci trasmette un senso di sospensione: in questa rappresentazione particolare la realtà si trasforma in allegoria ed in essa la natura e i sentimenti umani trovano una perfetta sublimazione.

 

dal periodico Centro Diffusione Arte "BOE' " Palermo, nov.dicembre 2009.

Lucia Majer

Pittrice dal tratto informale, dipinge elementi floreali usando colori forti; la composizione mira, tuttavia, a esaltare l'essenza dell'assunto.

 

da “UNITA' “, febbario 2009

 Dino Gavagnin

Intime e recondite, le rappresentazioni floreali di Emanuela Franchin travalicano il dato realistico per divenire sottili e palpitanti concrezioni emotive.

 

da “LA REPUBBLICA”, febbraio 2009

Siro Perin

Finezza tecnica ed originalità tematica si sommano nella pittura a soggetto floreale approfondita dall'autrice. I grandi profili dei tulipani, il contrasto netto con il fondo, le leggere screziature di superficie si fondono in una simbolica esperienza linguistica che mette in risalto la straordinaria perfezione della natura e al contempo le intense variabili del colore.

 

Da “ARCHIVIO DELLE ARTI”, febbraio 2009

G.Niero

Osservando le opere di Emanuela è possibile evidenziare tutto il suo desiderio di confrontarsi con la realtà, con chiarezza estrema, in particolare nell’ambito della costruzione e dei rapporti formali. Le sue opere sono ricche di personalità, creatività, tecnica, sensibilità, suscitando poetiche intuizioni. La sua pittura assume un ruolo originale che riesce a far capire la delicatezza del suo animo in aggiunta a bellezza, musicalità e lirismo.

 

Elena Cicchetti

Viterbo, Dicembre 2008

I grandi soggetti floreali dipinti dall’autrice sono il filo conduttore di un percorso colto e raffinato dato dalle pure nello spazio, dalla luce e dai riverberi ritrovati nel quotidiano. Le morbide sinuosità cromatiche di una rosa o di alcuni bulbi, i riflessi luminescenti trasfusi dai colori ora caldi ora freddi, la materia morbida dei fondi pieni di luce sono tutti elementi che confluiscono in un’idea compositiva simbolica. Il senso della forma pura nello spazio, magia del colore, confluiscono nella superficie liberata dalle sue interne morfologie per apparire essenziale nelle strutture, che armoniosamente unite insieme, sembrano seguire le misurate linearità della mente.

Per Emanuela Franchin la natura è bellezza, perfezione, armonia, diretta espressione di un sentimento lirico per la realtà.

 

Gabriella Niero

Venezia, Novembre 2008

Una interessante pittrice dal fantasioso estro che rende inedita la natura attraverso forme geometriche: stupendo il “grande papavero” e la “margherita” oltre ai tre stilizzati bulbi.

 

Orfango Campigli

Venezia, Novembre 2008

Emanuela Franchin espone le sue opere nella piccola galleria La Pala con la consapevolezza dell’importanza

di questo luogo dove hanno esposto tantissimi pittori contemporanei tra cui molti noti e famosi.

La sua scelta appare quasi una sfida a se stessa, una dimostrazione che l’arte, da qualsiasi parte provenga, è una forma di comunicazione della propria ispirazione personale.

L’artista, infatti, propone le sue sensazioni artistiche, costruite con la massima semplicità di chi vuole fare conoscere una sensibilità che conduce a raffigurare le forme e i colori più noti in natura.

I suoi fiori singoli, non inseriti in altri contesti, mettono in evidenza l’essenza dei soggetti attraverso la forma curata del particolare, sia pur aiutata da composizioni materiche, e del colore naturale, non elaborato prticolarmente ma espressivo nella sua stesura.

La sua è una pittura minimale, contrapposta a tutte quelle correnti espressive alla ricerca del nuovo, perchè per Emanuela il nuovo è la scoperta di ciò che già esiste e che deve essere rappresentato così com’è.

La sua futura insistenza nella composizione artistica può solo condurla ad un perfezionamento, raggiungendo anche nella rappresentazione, forme di insiemi più elaborati e complessi.

 

Giorgio Biheller

 Scorzè, Luglio 2004

Osservando la pittura di Emanuela Franchin potrebbe dirsi che in essa il segno prevalga sul colore, ma poi osservando le sue opere, essendo catturati dal colore, si osserva che alla base del suo linguaggio pittorico ci sono le varie tonalità, i timbri di luce, i grandi contrasti.

Le sue opere sono di grande suggestione pittorica ed emotiva, in quanto il colore diventato sostanza luminosa, è usato come una complessa orchestrazione di toni caldi, disposto sulla tela secondo un ritmo non geometrizzante.

Franchin riesce poi ad esprimere un sentimento di dolce abbandono e di nostalgia per una natura quasi incontaminata. Non è facile trasmettere qualche cosa quando si dipinge, non è facile esprimersi veramente con il colore, ma Franchin vuole riuscire in questo, forse perchè il tutto appaga il suo cuore e determina in lei una forma di pace che va oltre le scalcinate

soddisfazioni che questa società oggi dà.

 

Maurizio Piovan

Camponogara, Luglio 2004